Palazzo Pompeo Montani

 
Palazzo Pompeo Montani

Palazzo Pompeo Montani

 

Lisi/Vianello - ©INTERNATIONAL PHOTO/LAPRESSE
Lisi/Vianello – ©international press

 

 

 

 

 

Bar Beri - anni '50
Bar Beri – anni ’50

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Corso XX Settembre - 1939, senza Piazza Risorgimento
Corso XX Settembre – 1939, senza Piazza Risorgimento

 

 

 

Il Museo dell’Orologio è ospitato presso i magazzini/botteghe del Palazzo Pompeo Montani.  Il Palazzo Montani è stato edificato nel corso di fine ‘800 sulle antiche case della famiglia Pelagallo, che nel 1600 diede vita a Leonardo Pelagallo, scienziato, teologo ed astronomo.  Nel 1897, secondo quanto scritto in un atto notarile, nel Palazzo Montani viene firmato l’atto di vendita del Mulino Montani al Comune di Montefiore dell’Aso, al tempo governato dal Sindaco Luigi De Vecchis.

Sempre nel Palazzo Montani, nel corso della II Guerra Mondiale, adibito parzialmente a riparo per gli sfollati, trovò ospitalità l’attrice Virna Lisi.  Nel corso della seconda metà del 1900, il Palazzo inizio un percorso di degrado che mise a rischio l’intera struttura, poi restaurata sulla fine degli anni ‘900 dalla Imprese Edili Malavolta su progetto dell’Ing. Davide Malavolta. Fino agli anni ’80, si scorgeva attraverso le finestre dei saloni da ballo affrescati con scena floreali di caccia.

Il Palazzo Montani riserva un’altra importante sorpresa, perché è poggiato su una via sotterrata nel corso di costruzione del palazzo a metà 800.  L’accesso alla via è possibile per mezzo di una botola presenta al Museo dell’Orologio.  Al termina della via sotterranea, lunga circa 20 metri è presente un pozzo d’acqua sorgiva.

Nei locali, oggi adibiti a Museo, tra gli anni 1950 ed il 1990 sono stati utilizzati come botteghe rispettivamente, Adamo Michetti e sua figlia Wilma che qui avevo la sua bottega di scarpe; Luigi Beri e successivamente Alfredo Vespasiani che qui si erano assecondati nella proprietà di un bar fino agli anni ’60 (alcuni oggetti sono stati rinvenuti nella via sotterranea e sono conservati in una teca del Museo) e per ultimo, fino al restauro degli spazi avvenuti negli anni ’90, lo studio del commercialista Marco Michetti.

Il palazzo si affaccia sulla Piazza Risorgimento, realizzata negli anni ’50 a seguito della demolizione una serie di case che estendevano il Corso XX Settembre fino ad incrociare Via Garibaldi. La realizzazione della piazza è stata fatta per dare possibilità ai mezzi di trasporto, sempre più grandi nel corso della seconda metà del 1900, di consegnare le merci (il grano) presso il granaio che era ospitato proprio in Piazza della Repubblica. Ahimè una demolizione, insieme a quella del ghetto degli Ebrei, che ha cancellato un’importante parte della Montefiore medievale.