Orologi Monumentali da Torre

Il Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso ospita diversi orologi meccanici da torre acquisiti in diverse campagne e provenienti per la maggior parte dal collezionismo privato.  La missione del Museo dell’Orologio è la salvaguardia dell’identità del bene, ivi compresa la sua storia, la sua “territorialità” e la sua provenienza. 

Di alcuni oggetti le ricerche condotte non hanno portato all’identificazione dei luoghi per il quali tali orologi erano stati pensati, per cui la migliore opportunità per questi beni è la conservazione, la salvaguardia e la valorizzazione presso il Museo dell’Orologio.

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Orologio-Melloncelli

1930 circa – L’orologio Ennio Melloncelli (tipo 1)  è uno dei pezzi più importanti della collezioni del museo. Restaurato e rimesso in funzione nel 2014 dalla squadra del Museo dell’Orologio, è importante per la comunità di Montefiore dell’Aso perché è l’orologio della Torre Civica di Montefiore dell’Aso, edificata per volere di Girolamo Montanti nel 1778. SI tratta di un orologio a tre carri, realizzato da Ennio Melloncelli intorno agli anni 70 dell’XIX Secolo, secondo lo stesso catalogo del costruttore, l’orologio è il “tipo 4”, ossia il piu completto e raffinito della produzione Melloncelli.  L’orologio astronomico (la sua ricostruzione) di riferimento per l’orologio Melloncelli si trova nell’attuale Piazza della Repubblica. L’orologio è di proprietà della comunità di Montefiore dell’Aso

1930 circa – L’orologio Ennio Melloncelli (tipo 4) è uno dei pezzo di grande interesse soprattutto perchè legato alla “raccolta melloncelli”. Rimasto per oltre 40 anni appeso al soffitto di un capanno di una residenza di campagna emiliana di gran pregio, è finito sotto la tutela del Museo dell’Orologio di Montefioe nel corso dell’estate del 2017.  Si tratta di un orologio a 2 carri, realizzato da Ennio Melloncelli intorno al 1930, secondo lo stesso catalogo del costruttore, l’orologio è il “tipo 1”, ossia il più semplice della produzione semi-industriale della bottega Melloncelli.  

Orologo Monolancetta Pietro Mei1855 – L’orologio Pietro Mei è altresì un pezzo di grande rilievo ancora per questione territoriali e di committenza.  Realizzato per la Chiesa di San Filippo di Montefiore, dove ancora is trova la cassa con ricarica automatizzata, è stato realizzato dal costruttore di Montecarotto Pietro Mei nel 1855.  L’orologio porta il numero “36”.  SI tratta di un pezzo di grande interesse anche meccanico, vista la cassa snella e funzionale, anche se finemente decorata.  L’orologio ha l’ulteriore caratteristica di essere mono-lancetta. Presso il Museo dell’orologio si cono le parti smembrate nel corso degli scellerati interventi di automazione avvenuti nel 1980.  L’orologio Pietro Mei si avvaleva per la sua sincronizzazione di due orologi astronomici posti sulla Chiesa di San Filippo.  L’orologio è di proprietà della comunità di Montefiore dell’Aso

Orologio Domenico Di Caro / Nastri1837 (?) – L’orologio Domenico Nastri è un meccanismo molto importante per diversi aspetti come modalità costruttiva, tipologia di meccanismi, storie e vicende legati ai percorsi dell’oggetto.  Ritrovato in una stalla dei Castelli Romani, è stato venduto ai soci fondatori del Museo nel corso del 2014, sembra provenire da una chiesa o torre umbra. Dopo un restauro volto alla sola rimozione di polvere, grasso solidifica, il meccanismo mostra la sua bella meccanica ed un piacevole tic tac. Sono in corso le valutazioni per un ripristino funzionale; infatti, l’0rologio risulta essere, a parte la mancanza del pendolo, assolutamente completo per cui il restauro funzionale potrebbe dare delle belle soddisfazioni in termini di “meccanica in movimento”.

Orologio Flli. Orsolini, Galli1866 – L’orologio F.LLI Orsolini/Galli ha una storia tutta particolare.  Si tratta di un orologio meccanico abbastanza imponente, a 3 carri, anche se ad oggi, presenta solo due carri (il carro orario e il carro delle ore). E stato tentato nel dicembre del 2016 un restauro funzionale anche se lo stato di mancanza è molto elevato, per cui si è preferito un restauro conservativo effettuato dall’artigiano Francesco Sartori di Bologna.  L’orologio presenta almeno due mani: un stile costruttivo da attribuire a Pietro Mei/Antonio Galli (sistema di scappamento ed altri fregi) ed un successivo rimaneggiamento operatori dai F.lli Orsolini di Montegiorgio (firma apposta su una leva), per cui l’orologio presenta un’interessante storica circa le modalità con cui s’interveniva sugli orologi da torre.

tardo XVIII Sec – L’orologio di costruttore ignoto marchigiano. Si tratta di un imponente orologio meccanico  a castello con due carri affiancati (il carro orario e il carro delle ore). Il castello è forgiato e forato a caldo secondo la procedura del periodo in cui è collocato il pezzo.  La ruota partiora dal grande raggio presenti i numeri delle ore segnale e tante gole per quanto è necessario per il battere delle ore (suoneria con replica).   L’orologio proviene da Bologna anche se le fattezze della sua costruzione lo posizionano tra gli orologi di tipo umbro/marchigiano.

tardo XVIII Sec – L’orologio attribuito a Ferracina Bartolomeo. Si tratta di un delizioso orologio a castell, anche se di ridotte dimensioni (60X40) con due carri affiancati (il carro orario e il carro delle ore). Il castello è forgiato e forato a caldo secondo la procedura del periodo in cui è collocato il pezzo.  La ruota partiora presenta una decorazione sulla corona e le tacche per la suonata delle replica.  L’orologio proviene dal Veneto.  Le fattezze e lo stile dei piedini e di altre parti portano ad attribuire l’orologio all’ingegnere veneto Ferracina Bartolomeo (1692-1777).