Acquisizioni

La camera (oscura) dello sviluppo di un fotografo ed il “tempo”

…come sarebbe stato essere nel laboratorio di sviluppo di un fotografo degli anni ’50? Cosa avreste trovato in giro in quegli oscuri ambienti? Certamente carta sensibile, macchine per la proiezione di negativi e bacinelle piene di sostanze chimiche per lo “sviluppo” e per lavatura dai reagenti. Insomma, quell’ambiente trasportato due o tre secoli addietro avrebbe potuto costare ad un uomo l’appellativo di alchimista, ad una donna, quello più tragico di “strega”!

Mah.. in quella stanza delle meraviglie della luce, non poteva mancare la macchina per la “misura dei tempi”. La precisa misura dei tempi sia nell’impressione del negativo che ne suo ribaltamento sulla carta fotografica è fondamentale; è il tempo che, unito al soggetto e al contesto, può determinare la riuscita di una foto eccezionale.

Il Museo dell’Orologio ha mille storie da raccontare sul tempo e le sue applicazioni, goditi una visita con una nostra guida.

 

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