Orologio Solare Romano di Montefiore torna pulito e ricco di curiosità

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Negli anni ’70 a Montefiore dell’Aso fu rivenuto in zona San Giovanni un orologio solare di epoca romana, circa nello stesso luogo in cui fu rinvenuto  un calendario romano (ora si prova per alterne vicende presso il Museo del Territorio di Cupramarittima). 

L’orologio solare di Montefiore è una testimonianza molto forte dell’attenzione che il mondo romano poteva per il calcolo del tempo. L’architetto romano Marcus Vitruvius Pollio80 a.C. circa, dopo il 15 a.C. circa) nel suo fondamentale testo “De Architectura” dedica l’intero capitolo IX agli orologi solari e tra i 22 modelli previsti da Vitruvio, è possibile ammirare anche il modello ad emiciclo presente a Montefiore dell’Aso.

L’orologio, insieme a tanti altri pezzi presenti nel Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso, ha un valore storico e culturale molto elevato. Nel corso dell’estate, l’orologio solare, ormai doveroso di pulizia e studio, è stato ripulito nel più ampio rispetto delle buone pratiche di conservazione e salvaguardia di reperti archeologici di tale valore.

La pulizia, curata dagli operatori del Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso, ha permesso all’orologio di presentarsi nel suo splendore. La polvere stratificata ed incrostata, delicatamente asportata, ha mostrato una pietra ricca di inserzioni cristalline (roccia granitica chiara) e malacologiche. 

I solchi delle linee orarie e solstiziali sono emersi evidenti e decisi.  La parte dello gnomone ancorato alla pietra ha mostrato la sua bella materia in ferro battuto. Anche la parte posteriore dell’orologio, ha mostrato persino la malta con cui l’oggetto era verisimilmente applicato alla parete.

Con l’occasione, è stato possibile fare anche un calco dell’orologio solare per permettere un piu agevole studio del reperto. Nel corso del mese di autunno è prevista una conferenza nella quale il reperto verrà ampiamente caratterizzato e valorizzato con momenti di divulgazione.

Living Clocks – La collezione degli orologi dell’antica famiglia G. Egidi

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Il nome è italiano e lo sono anche le sue origini, è anche il rampollo d’una antica famiglia che dal XII in poi ha governato Castelli, Comuni e Chiese di Montefiore dell’Aso. Da oltre 50 anni a Londra, Guido Egidi ha raccolto “living clock” nei mercatini di Portobello Road e in altri luoghi del Nord Europa.

La collezione “living clock”, oltre 50 pezzi, ha mille sfumature stilistiche dal Liberty al Deco, fino al futurista! I vari materiali come legno, ottone, bronzo, plastica conferiscono alla collezione ulteriori linee interpretative.

Il collezionista, Guido Egidi, da anni “friend of Museo dell’Orologio”, ha voluto concedere in esposizione la sua collezione per permettere a tutti di poter godere di questa bellezza fatta di arte e tecnologia.

In occasione dell’inaugurazione, Guido Egidi parlerà di come si è costituita la collezione “living clocks” dalle prime sveglie comprate da giovane studente londinese fino ai nostri giorni.

Sabato 5 Agosto 2017, ore 21.30 – Ingresso Gratuito
Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso (www.meccanicadeltempo.org)
Montefiore dell’Aso (AP), citta del tempo

Grotte, pozzi e cunicoli sotto il Museo dell’Orologio

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Museo sotterraneoQuando al piano terrà c’è il tic tac degli orologi, sotto il museo.. il tic tac delle gocce d’acqua nell’oscurità segnano il tempo nella lunga galleria che giace sotto il Museo dell’orologio di Montefiore dell’Aso.

Una galleria, un tempo una strada vera e propria, lunga circa 20 metri ed alta 3 metri percorre trasversalmente il Palazzo Pompeo Montani fino ad inabissarsi dentro un pozzo sotterraneo.

Montefiore dell’Aso è sospesa su una miriade di gallerie e cunicoli, come ogni bella città medievale che si rispetti.

Museo dell’Orologio ed Infiorata di Montefiore dell’Aso

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Il 18 giugno 2017 si è svolta a Montefiore dell’Aso la tradizionale Infiorata del Corpus Domini (http://infioratamontefiore.it/index.php/it/).

Il Museo dell’Orologio ha predisposto per l’occasione una speciale apertura notturna tra il 17 ed il 18 giugno per permettere ai visitatori e ai decoratori notturni dell’Infiorata di dare un occhio anche al Museo.  

Anche nel corso della giornata del 18 Giugno, il Museo ha dato la possibilità a centinaia di persone di confrontarsi con la misura del tempo.

L’orologiaio in cerca di piombo

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peso a piombo per orologi meccaniciQuando si pensa ad un orologio, spesso si pensano ai diamanti ed ai preziosi quadranti tempestati di gemme e di smalti luccicanti. Al Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso, invece, quando pensiamo ad un orologio, spesso pensiamo al piombio o a grossi macigni.

Il funzionamento di un orologio meccanico a pendolo è vincolato alla disponibilità di energia che possa mantenere attivo in moto il pendolo che con la sua regolarità è in grado di determinare lo scorrere del tempo.  Un cilindro a piombo viene sospeso per un filo arrotolato al meccanismo del pendolo.  Il cilindro candendo per gravità, trascina in meccanismo del pendolo.

Abbiamo bisogno di piombo per mantenere attivi i nostro meccanismi!  Se avete piombo, fatecelo sapere!

 

Meccanica Medievale del Tempo in mostra

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Meccanica Medievale del Tempo in mostra al Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso grazie ad un progetto dei curatori del Museo.

Si tratta di un meccanismo a verga e foliot con il quale i monaci benedettini intorno all’anno mille hanno iniziato a contare il tempo tra una preghiera e l’altra (liturgia delle ore / ore canoniche).

Il video mostra una riproduzione del meccanismo con cui trasformare la caduta libera di un grave con un moto rotatorio regolato. Il meccanismo, per mezzo di un bilanciere (foliot) è regolato per battere 1 secondo!

L’uomo che misurava il tempo – Il prof. Claudio Egidi e l’ora esatta italiana

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ora_esattaPer me, curatore insieme a Giampaolo Valori e Guido Cossignani del Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso, il tempo è qualcosa che sconfina nel mondo del magico.

Insomma, il tempo pervade uomini comuni e non sfregando corde le più ampie di ognuno…  Ma c’è una persona che il tempo amava “misurarlo” senza perdere mai un secolo o una sua parte infinitesima!

Si tratta del Prof. Ing. Claudio Egidi.  Mi piace in questo piccola nota, in vista che di un lavoro più diffuso sull’opera dell’Ingegnere Egidi, parlare del professore del tempo italiano.  Ve ne parlo appunto come curatore del Museo dell’Orologio, ma soprattutto perché ognuno di voi ha “udito” la voce del tempo dell’Egidi ogni sera prima del telegiornale nazionale. Il Prof. Egidi è stato infatti uno dei massimi studiosi della misura del tempo e colui che gestiva presso l’Istituto G. Ferraris di Torino lo scoccare del Tempo Nazionale Italiano inviando i segnali orari alla Rai TV.

Per Montefiore dell’Aso, luogo in cui il prof. del Politecnico di Torino soleva passare il riposto estivo, deve essere stata una sfida incredibile, visti i numerosi orologi, tra solari e meccanici.  Chissà quante volte altresì, il prof dell’ora esatta nazionale si deve essere turbato di fronte alle incertezze dei nostri meccanismi!

A lungo ho ascoltato il tic tac dell’ottocentesco orologio del Melloncelli, e spesso quando mostro ai turisti le ombre dello stilo dell’antico orologio solare, mi viene da pensare alla magia del tempo. Sono sicuro che il prof. dell’ora esatta sia anch’egli affascinato dal tempo ed abbia quindi concesso ad i nostri orologi una sorta di licenza poetica di sbagliare!

Il 31 dicembre 2016, il segnale dell’ora esatta analogico è stato interrotto per sempre.  Presso il museo dell’orologio è possibile vedere filmati e tavole con le varie schermate ed evoluzioni dell’ora esatta nazionale.

O.M.