Museo dell’Orologio in onda per la Fiera Grande d’Autunno

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Il Museo dell’Orologio partecipa con piacere alla Fiera Grande d’Autunno, la storica fiera con la quale Montefiore dell’Aso si fermava  per concentrarsi sulle necessità della stagione invernale.  La Grande Fiera,  per quanto riguarda la ciclicità dell’anno agricolo aveva dunque un valore importante e decisivo.  Ogni comune marchigiano aveva la sua “grande fiera”, un modo per segnare il tempo nel ciclo delle stagioni, soprattutto nelle Marche agricole dell’800.

Lo stesso calendario romano, come forse pochi sanno, altro non era lo strumento pratico per ricordare i giorni di mercato, certo un mercato di natura diversa di quello della Fiera Grande d’Autunno di Montefiore dell’Aso, ma senz’altro un altro esempio  del valore dello scorrere del tempo.

Visite guidate e discussioni sul tempo al Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso dunque per apprezzare dal vivo dei curatori del Museo, ad aspettarVi Giampaolo e Guido, le tante storie evocate dai reperti del Museo.

La Fiera Grande di Autunno di Montefiore dell’Aso, 16 Settembre 2018, tutto il giorno per le vie del centro storico.

Il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche in visita al Museo

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Il Museo dell’Orologio è il luogo in cui ragazzi, studenti, cittadini e rettori s’incontrano per lasciarsi affascinare dal tempo e dalla sue storie.

Il Magnifico Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, il prof. Sauro Longhi, ha infatti visitato il 16 agosto il Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso per immergersi nel fantastico e variegato mondo della meccanica, della creatività e della storia.

Il Prof. Sauro Longhi, ingegnere dell’automazione, ben sa apprezzare le bellezze delle meccaniche del tempo del Museo dell’Orologio.

Il direttore del Museo, Ing. Oronzo Mauro, è stato studente del prof. Sauro Longhi con il quale si laureò nel 1996 con una tesi sulle Reti di Petri, un rapporto dunque che li lega da oltre 20 anni

Fisica del tempo

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Un workshop di 3 ore per studenti delle scuole superiori per approfondire con “strumenti” alla mano le magie della fisica impiegate nella misurazione del tempo.

Il workshop, tenuto presso il Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso, è unico nel suo genere per gli argomenti trattati e per le metodologie adottate.

Evento gratuito, iscriversi via mail didattica@meccanicadeltempo.org oppure 335430485

103 minuti di eclisse – Le notti di Pelagallo 2018

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Osservazioni astronomiche in ricordo di Leonardo Pelagallo: teologo, filosofo e astronomo montefiorano del XVII secolo – 21.30 – 23.13, 103 minuti GRANDE ECLISSI del 27 Luglio 2018

Le “notti di Pelagallo” rievocano le stupore che lo stesso Leonardo Pelagallo, scienziato montefiorano del XVII, ebbe ad avere quando, con il naso verso il cielo notturno, osservava le stelle e la bellezza del cielo; quel cielo adriatico con il quale i nostri padri in altri tempi hanno voluto stigmatizzare la bellissima parola tramonto. Sono nell’Adriatico italiano, infatti il sole “tramonta” tra i monti!

La volta celeste che si apre alla vista dell’osservatore tra le dolci montagne appenniniche e le calme sponde adriatiche, costituisce l’ambiente ideale in cui lasciarsi andare a scoprire la bellezza del cielo e delle stelle.

La natura, che in occasione dell’eclissi dei 103 minuti (27 luglio, 2018 – dalle ore 21.30 alle 23.13 – Belvedere De Carolis, Montefiore dell’Aso), ci regalerà una circostanza astronomica rara e colori fantastici dovuti alla concomitanza di più eventi astronomici (eclissi stessa in abbinamento all’opposizione di Marte) che solo nella meccanica della natura possono conciliarsi cosi armonicamente quasi a costituire una forma d’arte.

L’evento è organizzato dal Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso (www.meccanicadeltempo.org). In caso di pioggia, l’evento gratuito, sarà annullato. oronzo.mauro@tiscali.it, whatsapp 33 543045

Un caro saluto, Oronzo M

LE NOVITÀ DELLA SEZIONE”OROLOGI SOLARI” IN OCCASIONE DELL’INFIORATA 2018

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Il Sole è alla base della nostra vita! I fiori, accarezzati dal Sole, crescono belli e colorati tanto da essere cosi apprezzati da costituire, in occasione della Storica Infiorata di Montefiore dell’Aso (@infiorata , 2 e 3 giugno 2018), la base del tappetto variopinto che addobba l’intero paese marchigiano. L’ombra di quei fiori, che si ergono ritti verso il cielo azzurro, ci permette di misurare lo scorrere del tempo! E’ questa una delle più antiche tecniche per misurare il tempo; è sottile e raffinata perché si porta dietro la conoscenza del Cosmo, dei moti della Terra e dell’immobilità delle stelle lontanissime.

In esposizione presso il Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso il bellissimo Emiciclo Romano del II Sec d.C. (Emiciclo di Montefiore dell’Aso) nella sua bella ricostruzione operata dai tecnici del museo. Quel bellissimo reperto, che venuto presumibilmente dall’Africa a seguito di qualche veterano della V Centuria, insieme ad altri sussidi e alla “la via degli orologi solari di Montefiore” ci permettono di ben capire come il Sole sia il motore del nostro tempo oltre che il decoratore della nostre vie.

Le novità della sezione”Orologi Solari” in occasione dell’infiorata 2018, 2 e 3 giugno 2018, Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso (http://www.meccanicadeltempo.org/, info@meccanicadeltempo.org), dalle 10.00 al tramonto

Museo per Studenti: esperienze, riflessioni sul tempo

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Un mattina piena di esperienze, disegni, riflessioni sul concetto del tempo dedicata agli studenti.  Il Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso offre una vasta serie di pretesti educativi per affrontare la comprensione del “tempo”.  Dagli orologi solari, ai meccanismi del XVIII secoli, ogni “pezzo” custodito al Museo dell’Orologio presenta del tempo un aspetto peculiare.  Buona visita agli studenti.

maggio 19, 2018 – dalla ore 10.00.  ingresso libero, riservato a scolaresche.

 

Il Museo dell’Orologio su Pinterest

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Un grande sostenitore del Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso, Guido Egidi, regala un bel canale sul Pinterest UK dedicato al Museo dell’Orologio.  Il canale presenta una bella selezione della vasta raccolta di orologi presenti presso il Museo dell’Orologio.  I social media aiutano senz’altro a vedere, ma una visita dal vivo può darci anche altre emozioni.  Enjoy to visit! 

https://www.pinterest.co.uk/mdellaso/the-clock-museum-of-montefiore-dellaso/?autologin=true

 

Associati al Museo dell’Orologio per darci la possibilità di fare di più

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Nel corso del 2017, il Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso ha permesso a quasi 3000 persone di immergersi nella magia del tempo, tra orologi astronomici, meccanici e misterioso. 

Bambini e adulti, italiano o turisti, tutti si sono lasciati affascinare dalla nostre storie e dai beni che abbiamo il piacere di tutelare e valorizzare. 

Aderire al Museo, è facile! Ti basta mandare un bonifico di 50,00 euro alla “Associazione Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso”  (IT30Y0615069520CC0070090831 – Cassa di Risparmio di Fermo, Filiale di Montefiore dell’Aso) indicando “quota anno 2018, il vostro nome, cognome e numero di telefono”).

Chiamaci se vuoi fare donazioni più importanti.

Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso – CF 91045390449

Museo dell’Orologio acquisce un orologio dell’Ingegnere della Serenissima

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Il Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso ancora si arricchisce grazie ad un intensivo piano di acquisizioni che la fine del 2017 ha portato ad annoverare nella sua collezione di orologi monumentali da torre, anche un fantastico orologio attribuibile alla mano dell’ingegnere della Serenissima Bartolomeo Ferracina (1692-1777).

L’ingegnere Ferracina, specializzato in idraulica e meccanica del tempo, costruì diversi orologi meccanici nel corso della sua vita. L’esemplare, ora custodita a Montefiore dell’Aso, è verosimilmente un orologio da villa viste dalle medie dimensioni (65 X 45 cm).

Nel corso del prossimi due mesi, l’orologio Ferracina sarà restaurato a Milano e poi di nuovo tornerà nel Museo dell’Orologio per essere esposto in modo permanente insieme ad un apparato didascalico con il quale introdurre la figura dell’ingegnere Ferracina.

Per il Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso si tratta di un’acquisizione importante con la quale si va a radicare e consolidare sempre più la capacità del museo di saper attrarre il collezionismo privato verso la tutela e la valorizzazione che possono essere offerte dal nostro museo.

Tempus fugit, editoriale della XX Edizione di Enrico Parravicini

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31 dicembre 1998 – 31 dicembre 2017.  La consuetudine del mio messaggio augurale di fine anno, iniziata quasi oziosamente in occasione della prima fase di utilizzo dell’Euro, che sarebbe partita il 1° gennaio 1999, è giunta oggi all’importante ed allora inimmaginabile traguardo della XX edizione.

In questo ventennio vi ho forse soffocato con i miei pensieri, riflessioni, follie, senza preoccuparmi troppo di ciò che realmente stesse accadendo intorno a noi, nel mondo che, volenti o nolenti, siamo condannati a condividere. Ho cercato di farlo in assoluta libertà di espressione, seppur nella lusinga di non imporre la mia visione della vita; forse non ci sono riuscito, perché, di fatto, ho esportato tutto un bagaglio di elucubrazioni mentali, altrimenti destinate ad un inevitabile oblio. Avete avuto la pazienza di sopportarmi e l’educazione per mostrare anche di aver gradito. Grazie.

Ancora una volta, però, tengo a precisare che, se qualcuno dei miei più recenti lettori,si attende da questo messaggio spunti per una interazione su argomenti di attualità, costume, politica, religione, programmi sociali o ideologici, è meglio che non prosegua neppure nella lettura: si ascolti i messaggi augurali di Mattarella, di Gentiloni, del Papa e troverà (forse) quello che cerca; qui si parlerà d’altro.

Già, ma devo ammettere che, mai come quest’anno, mi è risultato difficile trovare un argomento che fosse per me stimolante, dal momento che tutto quello che è accaduto intorno a me, intorno a noi, mi è risultato perfettamente indifferente, tanto che, fino a ieri sera, ero intenzionato a procedere “a braccio”, intitolando il messaggio: “Pensieri in libertà”. Poi la folgorazione, giunta da uno spot radiofonico, che ha illuminato la mia mente, come quella di San Paolo sulla via di Damasco: “Tex Willer compie 70 anni”.  Ma non è l’età anagrafica del celebre ranger, nato nel 1948 dalla fantasia di Giovanni Luigi Bonelli e dalla matita di Aurelio Galleppini, a stupire, bensì il rapporto che intercorre fra l’età presunta del personaggio nelle vicende della saga e quella reale, scandita dalle settanta primavere della sua vita editoriale.  Tex Willer, pur con le inevitabili sfumature che la rappresentazione grafica del personaggio ha subito nel corso degli anni per mano dei disegnatori che si sono avvicendati a rappresentarlo, appare ancora oggi  libero da ogni vincolo temporale e la sua età presunta è ancora la medesima di quella della sua prima avventura.

Questo accade per tutti i personaggi appartenenti al regno della fantasia, sia letteraria che cinematografica, quando divengono protagonisti di una saga fortunata, che duri negli anni, mentre il personaggio resta immutabile, fisicamente e caratterialmente, come se la crudele evoluzione del tempo, che scorre inesorabilmente intorno a lui, riguardasse solamente gli altri. Una sorta di Hightlander, che non corre neppure il rischio di incontrare i suoi nemici fuori dalla terra consacrata.

Vediamo qualche caso altrettanto evidente: Diabolik, il re del terrore, nato nel 1962 ad opera delle sorelle milanesi Angela e Luciana Giussani, presentava, ai tempi della sua prima apparizione, un aspetto fisico che poteva ricondursi ad una età approssimativa di trent’anni; ipotizziamolo quindi nato nel 1932: oggi avrebbe dunque 86 anni !!! A dispetto di una età anagrafica che gli dovrebbe porre non poche limitazioni fisiche, il celebre ed inafferrabile criminale appare ancora in splendida forma, tonico e muscoloso nella sua calzamaglia nera, mostrando un’età virtuale che i disegnatori, con un minimo di doveroso pudore, ci rappresentano al massimo come quella di un quarantenne; agile e straordinariamente attivo, sfugge agli inseguimenti del suo acerrimo rivale, l’eterno perdente ispettore Ginko, guidando a duecentocinquanta chilometri orari la sua Jaguar E nera, vettura di cui ormai esistono ben pochi esemplari, per lo più in mano a collezionisti del settore, ma che, nelle vicende della saga, si mescola con improbabile anonimato fra le miriadi di altre automobili, a cui i disegnatori hanno invece riservato l’ingrata sorte della contemporaneità.

Un altro personaggio appartenente al mondo dell’irreale, che pare non debba invecchiare mai, è senz’altro James Bond.  Secondo una scrupolosa ed attendibile ricostruzione da parte dei filologi della saga bondiana, basata su frammenti di frasi e riferimenti nei romanzi di Fleming e degli autori che ne hanno continuato l’opera, l’agente dell’MI6 al servizio di Sua Maestà sarebbe nato in Scozia nel 1924, da padre scozzese (Andrew Bond) e madre svizzera (Monique Delacroix); all’epoca della sua prima avventura, narrata da Ian Fleming in Casino Royale nel 1953, avrebbe avuto quindi 29 anni; ora ne avrebbe dunque 94 !!! Mentre gli scrittori che hanno ereditato dalla Fondazione Fleming l’autorizzazione a proseguire l’opera del Maestro si sono saggiamente premuniti dal pericolo dell’anacronismo, ambientando i loro recenti romanzi nei più credibili anni ’60, il Bond cinematografico si è invece rifiutato di sottostare alla tirannia del tempo, ostinandosi ad apparire un vivace quarantenne, pur calato nella realtà storica, politica e tecnologica attuale.

Ma tempus fugit. L’espressione, che deriva da un verso delle Georgiche di Virgilio (Sed fugit interea fugit irreparabile tempus), è ripresa anche da Lewis Carroll in Alice nel Paese delle Meraviglie, quando Bianconiglio  si affretta perché si accorge di essere in ritardo; ma dove sta correndo Bianconiglio? Alla festa per il non compleanno del Cappellaio Matto. Ecco il senso (o il non senso, se lo preferite) di tutto: il non compleanno. Un non compleanno vuol dire un non procedere del tempo, una non età, una non vecchiaia; vuol dire un Tex Willer che a 70 anni cavalca nella prateria e spara con mira infallibile; vuol dire un Diabolik che a 86 anni può permettersi il lusso di mostrarsi ancora nella sua attillatissima calzamaglia nera; vuol dire un James Bond che a 94 anni combatte e vince ancora contro la SPECTRE e seduce donne che potrebbero essere sue nipoti. Vuol dire un Faust che non avrebbe più bisogno di alcun patto con Mefistofele per sopravvivere a se stesso, ben oltre i 24 anni di conoscenza assoluta che il diavolo gli avrebbe concesso, in cambio della sua anima.

E sia. Si sta avvicinando la mezzanotte ed il consueto brindisi per festeggiare l’anno nuovo. Vorrei che tutti i personaggi che abbiamo incontrato in questo mio gioco di fantasia potessero essermi vicini per alzare il calice con me. Brinderemmo insieme e, forse, mi metterebbero a parte del loro segreto. Chissà …

Buon anno, buon 2018 da EP

Testo scritto da Enrico Parravicini in occasione del XX Messaggio Augurale agli amici (enrico.parravicini@itrovieri.it)